Mayakovsky e il flauto di vertebre

Vladimir Mayakovsky, una delle figure più importanti del Futurismo russo, è considerato il Poeta della Rivoluzione: nessun altro poeta fu infatti legato così strettamente alla rivoluzione russa come Mayakovsky. Scrisse molto: opere teatrali, slogan, saggi, sketch e, ovviamente, poesie. Poesie sulla Rivoluzione, sul patriottismo sovietico, su se stesso, sull’amore. Il suo enorme talento e la sua straordinaria intensità sono particolarmente evidenti nelle poesie d’amore. Sarò anche un’inguaribile romantica ma… chi può resistere a una dichiarazione come questa?! Кроме любви твоей, мне нету моря (Ma, al di fuori del tuo amore, per me non c’è mare). Vi consiglio di leggere per intero la poesia “Lilichka! (Invece di una lettera)”, dedicata a Lilya Brik.

Lilya Brik (nata Kagan), moglie di Osip Brik, fu una delle donne più famose della scena culturale russa e sovietica. Osip Brik, scrittore e critico letterario, finanziò la pubblicazione de “La nuvola in calzoni”, capolavoro della stagione prerivoluzionaria di Mayakovsky. Lilya Brik e Mayakovsky ebbero una storia d’amore drammatica e appassionata che influenzò fortemente la produzione artistica di Mayakovsky. Mayakovsky e i Brik furono inseparabili e instaurarono un rapporto non convenzionale, vivendo nella stessa casa, viaggiando insieme come una famiglia.

Lilya Brik ha ispirato le poesie d’amore più belle di Mayakovsky. La mia preferita è “Il flauto di vertebre” (Флейта-позвоночник) in cui, grazie all’uso magistrale delle parole da parte di Mayakovsky, amore, follia e frustrazione diventano quasi palpabili. Sono felice di poter condividere “Il flauto di vertebre”, o almeno una parte di questo appassionato, intenso capolavoro.

 

Пролог

[…]

Пусть не забудется ночь никем.
Я сегодня буду играть на флейте.
На собственном позвоночнике.

[…]

II.

[…]

Может быть, от дней этих,
жутких, как штыков острия,
когда столетия выбелят бороду,
останемся только
ты
и я,
бросающийся за тобой от города к городу.

Будешь за море отдана,
спрячешься у ночи в норе –
я в тебя вцелую сквозь туманы Лондона
огненные губы фонарей.

В зное пустыни вытянешь караваны,
где львы начеку,-
тебе
под пылью, ветром рваной,
положу Сахарой горящую щеку.
Улыбку в губы вложишь,
смотришь –
тореадор хорош как!
И вдруг я
ревность метну в ложи
мрущим глазом быка.

Вынесешь на мост шаг рассеянный –
думать,
хорошо внизу бы.
Это я
под мостом разлился Сеной,
зову,
скалю гнилые зубы.
С другим зажгешь в огне рысаков
Стрелку или Сокольники.

Это я, взобравшись туда высоко,
луной томлю, ждущий и голенький.
Сильный,
понадоблюсь им я –
велят:
себя на войне убей!
Последним будет
твое имя,
запекшееся на выдранной ядром губе.

[…]

 

Prologo

[…]

Che nessuno dimentichi una simile notte.
Oggi io suonerò il flauto
sulla mia colonna vertebrale.

[…]

II.

[…]

Forse di questi giorni,
orrendi come aguzze baionette,
quando i secoli avranno canuta la barba,
resteremo soltanto
tu
ed io,
che t’inseguirò di città in città.

Sarai mandata di là dal mare,
ti celerai nel covo della notte:
ti bacerò attraverso la nebbia di Londra
con le labbra di fuoco dei lampioni.

In lente carovane percorrerai i torridi deserti,
dove stanno leoni in agguato:
per te
sotto la polvere, strappata dal vento,
sarà un Sahara la mia guancia ardente.

Con un sorriso sulle labbra guardami,
vedrai
che torero io sono!
E d’improvviso
getterò sul tuo palco la mia gelosia
come l’occhio morente del toro.

Se portando il tuo passo distratto sul ponte
penserai
che si sta bene laggiù,
sarò io
sotto il ponte la corrente della Senna,
e ti chiamerò,
digrignando i putridi denti.

Con un altro incendierai nel fuoco dei cavalli
Strelka o Sokolniki.
Io starò in alto a farti soffrire
con un’ignuda luna in attesa.

Sono forte,
avranno bisogno di me
e mi ordineranno:
muori in battaglia!
Il tuo nome
sarà l’ultimo,
rappreso sul mio labbro lacerato dal proiettile.

[…]

(Da “Poesie. Testo russo a fronte” a cura di G. Carpi)

 

Il “Flauto di vertebre” è un poema abbastanza lungo, purtroppo ho potuto riportare solo le mie strofe preferite, quelle che mi emozionano di più. Potete trovarlo per intero qui: https://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-90353

Cos’altro posso dire? Il flauto di vertebre parla da solo!

 

Per saperne di più su Mayakovsky

Vladimir Mayakovsky nacque a Baghdati (Georgia) nel 1893. Nel 1911 si trasferí a Mosca e aderì al Futurismo russo. Il movimento rifiutava i valori tradizionali del passato e auspicava cambiamenti sociali e una vera e propria rivoluzione artistica. Già nelle sue prime poesie Mayakovsky abbandonò le strutture metriche tradizionali e introdusse un registro al tempo considerato inadeguato, quello della “lingua di strada”. Nel 1915 pubblicò “La nuvola in calzoni”, il poema più rappresentativo del suo periodo prerivoluzionario. Nello stesso anno si innamorò di Lilya Brik. Dal 1917 Mayakovsky si dedicò alla produzione artistica legata alla rivoluzione: opere teatrali, poesia, dipinti, libri per bambini, sceneggiature ecc. Nel 1930, deluso dall’amore e dalla realtà sovietica, si tolse la vita a Mosca. La natura della sua morte resta ancora avvolta da un alone di mistero; quel che è certo è che Mayakovsky fu una figura fondamentale della scena letteraria sovietica. Stalin lo definì il “migliore e più talentuoso poeta della nostra epoca sovietica”. Le sue poesie e il suo stile innovativo influenzarono molti poeti sovietici, soprattutto negli anni ’30.

Krizia Zappalà

Posted by Krizia Zappalà

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