18 Novembre, 2019
Un cappello nero, un paio di spessi occhiali da vista e una cicatrice lungo guancia sinistra sono i tre segni distintivi dell’artista russo Michail Šemjakin, le cui opere sono esposte in tutto il mondo. Michail Šemjakin è nato a Mosca nel 1943. Nel corso della sua vita si è distinto per la sua personalità fuori dalle righe e il suo spirito ribelle, che gli sono costati l’espulsione dall’Istituto di Pittura, Scultura e Architettura Repin di Leningrado e addirittura l’allontanamento dall’Unione Sovietica. Tuttavia, nonostante il lungo periodo trascorso all’estero (di cui dieci anni a Parigi durante l’esilio), il suo cuore e la sua anima sono ancora a San Pietroburgo, che l’artista stesso ha definito come estasi e sofferenza in un’unica città. Recentemente a San Pietroburgo sono stati esposti alcuni dei suoi lavori più eccentrici, che continuano a suscitare la curiosità del pubblico grazie al loro aspetto misterioso e fiabesco.

Il monumento di Pietro il Grande (ma che gambe ha?!)

Peter The Great's monument Incappando in questo monumento i passanti spesso si chiedono chi sia lo scultore di una figura talmente sproporzionata. Pietro il Grande sta seduto come un criminale che aspetta l’esecuzione sulla sedia elettrica. Le dita e le gambe sono sproporzionatamente lunghe, la testa è piccola e le ginocchia stranamente appuntite. Tuttavia, ciò che le persone probabilmente non sanno è che l’aspetto bislungo del Primo Imperatore di Russia è stato accuratamente studiato da Michail Šemjakin, il quale, sicuramente, aveva un messaggio da trasmettere: la statua, ultimata nel 1991, vuole mostrare il lato umano di Pietro il Grande, con le sue debolezze e punti deboli, attraverso una figura dall’aspetto goffo, che devia dai canoni estetici comunemente eccettati. L’aura mistica attorno alla figura di Pietro il Grande viene per la prima volta scalfita. La scultura è situata nell’area della Fortezza di Pietro e Paolo e le sue estremità appaiono lucide e lisce, a causa dei bambini che ci si arrampicano e dei visitatori che, passandovi accanto, decidono di dare una toccatina (chissà, magari porta fortuna).

Le sfingi con il volto di uno scheletro

Sphynx Ci sono due sfingi con il viso diviso a metà sul Robespierre Embankment, e il loro aspetto è alquanto inquietante: la parte del volto raffigurante uno scheletro è rivolta verso la prigione Krestij, mentre quella dall'aspetto umano verso la città. Michail Šemjakin, che costruì il monumento nel 1995, dedicò le sue sfingi alle vittime della repressione politica sovietica. Non è un caso che gli scheletri, simboleggianti la morte, si affaccino sulla prigione Krestij, ovvero il luogo dove molte vittime iniziarono il loro tragitto verso il gulag dopo la persecuzione. Sul piedistallo delle sfingi sono incise commoventi citazioni e poesie di famosi autori russi, ad ulteriore condanna al regime totalitario che portò solo a sofferenza e disperazione. Di seguito una famosa citazione di Anna Achmatova, celebre poetessa russa il cui figlio fu imprigionato nel 1938:

“In those years only the dead smiled,

Glad to be at rest: and Leningrad city swayed like

A needless appendix to its prisons.”

 

Una fiaba in vetrina

Window Shop Sulla Nevskij cisono dozzine di folletti a pubblicizzare leccornie. Indossano vestiti colorati mentre salutano i passanti con le loro piccole manine. Non ci credete? Bhe, allora andate all’Emporio dei Fratelli Eliseev, in Nevskij 56, e troverete una favola incantata… racchiusa in una vetrina. Michail Šemjakin una volta ha definito le vetrine come minuscoli teatri: vivendo in grandi città europee come Parigi e New York, è sempre rimasto affascinato da come le vetrine si trasformino in meravigliose opere d’arte durante il periodo natalizio. Decorando la vetrina dell’Emporio Eliseev, l’artista volle creare la medesima atmosfera nella sua città preferita, San Pietroburgo, permettendo ai passanti di godere di una meravigliosa scena fiabesca lungo tutto il corso dell’anno. Šemjakin è anche un designer di gioielli: i ciondoli a forma di fungo e le miniature intagliate in pietra, create sulla base degli schizzi dell’autore, sono state presentate nel 2016 nella gioielleria Sasonko, a Mosca e a San Pietroburgo. Jewlery Nel 2008 l’artista ha anche preso parte alla realizzazione di Hoffmaniada, un film in stop-motion in cui Mikhail Šemjakin si è occupato del design dei soggetti e delle figure, attraverso le quali esprime  appieno il suo genio artistico. Il film, basato sui racconti di E.T.A Hoffman, è ambientato per la prima metà proprio a San Pietroburgo. Hoffmaniada Se il mondo incantato di Mikhail Šemjakin vi incuriosisce, vi invitiamo a dare un’occhiata alle sue opere d’arte sparse per San Pietrourgo. Inoltre, non dimenticate di controllare il sito della sua fondazione https://mihfond.ru/, dove troverete i prossimi eventi e le mostre nella città.

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