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Storia della Mummia dell’Altai e dei suoi tatuaggi

26 Febbraio, 2020

Come mai ho deciso di parlare della Mummia dell’Altai?

Ultimamente sto guardando un sacco di video sui tatuaggi. Io non ne ho, figuratevi che mi sono fatta il primo piercing due settimane fa. Per me è significato entrare per la prima volta in contatto con tutto l’universo di piercing e tatuaggi. Ciò che mi affascina più di tutto è il significato che essi possono assumere presso determinate culture. Così ho deciso di scrivere un articolo che fosse inerente a questo tema. Facendo delle ricerche ho scoperto come in particolare i tatuaggi abbiano una funzione rituale in molte antiche culture Siberiane come quella Pazyryk.

Il popolo nomade Pazyryk visse durante l’età del Ferro sui Monti Altai, nell’odierna Repubblica dell’Altaj. Erodoto, nel V sec. a. C. fornì la prima descrizione scritta di questa popolazione. Molte mummie rinvenute in questa regione presentano ancora oggi complessi tatuaggi rituali ancora visibili. Sebbene gli archeologi abbiano scoperto numerosi resti umani sull’altopiano di Ukok, la cosidetta Principessa dell’Altai o (Mummia dell’Altai) è probabilmente la più conosciuta.

Una sciamana sepolta nel ghiaccio per 2500 anni

La Mummia dell’Altai fu trovata nel 1993 durante una spedizione guidata dall’archeologa Natalija Polosmak sull’Altopiano di Ukok. La “principessa” aveva probabilmente 25 anni al momento del decesso. Il permafrost siberiano ha preservato il suo corpo dal deterioramento per più di due millenni. Al momento del ritrovamento, la Mummia era vestita di seta cinese, la quale indicava il suo stato elevato all’interno della società. Questo tessuto era infatti indossato generalmente da persone abbienti, essendo esso di altissimo valore.

Nel punto in cui gli archeologi hanno rinvenuto il corpo della principessa furono ritrovati anche sei cavalli, un pasto di carne e vari ornamenti che ne indicavano il ruolo sociale. Non lontanto, anche i resti di due guerrieri furono portati alla luce. Tutti questi indizi fanno pensare che la donna fosse molto più probabilmente una narratrice di storie popolari o una sciamana piuttosto che una principessa. Con ogni probabilità, era in possesso di saperi speciali.

I tatuaggi

Si pensa che la funzione dei tatuaggi per i Pazyrzk non fosse solo quella di indicare il rango di una persona del mondo dei vivi, ma anche nell’Oltretomba. Essi dovevano aiutare le anime a riconoscere gli appartenenti al proprio lignaggio nell’Aldilà. Nel caso della giovane donna, ella presentava tatuaggi dalla spalle alle mani. I tatuaggi che ricoprivano il suo corpo rappresentavano animali mitrologici: un cervo con un becco di grifone e corna di capricorno, una pantera dalle zampe caprine e una testa di cervo tatuata sulla mano. I due guerrieri seppelliti assieme a lei presentavano più tatuaggi. La simbologia di questi ultimi corrispondeva a quella dei disegni sulla pelle della principessa. Gli esperti suppongono che i tatuaggi fossero ottenuti attraverso una miscela di grasso e fuliggine, la quale veniva poi iniettata nella pelle perforata.

Disegno di cervo sul corpo della donna

Secondo Natalija Polosmak, si può avanzare l’ipotesi che la parte del corpo dove i Pazyryk ricevevano il primo tatuaggio fosse una delle spalle. Quasi tutte le mummie con un solo tatuaggio presentavano quest ultimo sulla spalla sinistra. Un’altra supposizione è quella secondo cui il numero di tatuaggi su ogni mummia fosse legato all’età. Più si era vecchi, più se ne aveva.

Ad oggi, i tatuaggi sul corpo della mummia dell’Altai  sono i più complessi tra quelli appartenti ad un’epoca così remota ad essere mai stati ritrovati.

Controversie

I resti della giovane donna dell’Altai furono conservati all’Istituto di Archeologia ed Etnografia di Novosibirsk per molti anni. Ma dal momento del ritrovamento della Mummia, molti abitanti dell’Altopiano di Ukok protestavano spesso contro l’allontanamento forzato del corpo dalla sua terra nativa.

Il prelevamento della mummia dal permafrost in cui questa aveva giaciuto per anni era visto dalla gente del posto come un atto sacrilego. Gli abitanti dell’altopiano credevano che l’aver allontanato il corpo dal suo luogo di sepoltura fosse la causa di eventi disastrosi che si verificavano spesso in quel periodo, come terremoti e incendi forestali. La Mummia è stata finalmente riconsegnata alla Repubblica dell’Altai nel 2012. Qui, essa riposa oggi in un Mausoleo del Museo Nazionale della Repubblica a Gorno-Altajsk.

Con ogni probabilità, non riuscirò a visitare la Repubblica dell’Altai, siccome mi resta solo un mese qui in Russia. Ma potrebbe essere uno spunto interessante per le mie visite future. E poi chissà, magari quando visiterò questo posto avrò anche io un tatuaggio, invece di guardare, senza un motivo, video su youtube in cui la gente è ripresa mentre viene tatuata per la prima volta.

Se sentite il richiamo della sconfinata Siberia e volete qualche spunto per programmare il vostro viaggio, ecco qualche articolo (in inglese) che potrebbe interessarvi:

  1. Towards the East – The Trans Siberian Railway
  2. Travel Russia: Study Russian in Irkutsk, Siberia!
  3. The Seven Wonders: close-up of Russian nature

Per chi volesse saperne di più sulla Mummia dell’Altai, trovate qui l’articolo completo del Siberian Times sulla sua vicenda.

Grazie per aver letto l’articolo! Spero di avervi fatto scoprire qualcosa che non sapevate, perchè è quello che è successo a me mentre scrivevo.

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Posted by Stefania Di Meglio

Stefania Di Meglio is Italian. She holds a bachelor degree in Language, Civilisation and the Science of Language. She is currently interning at Liden & Denz in Saint Petersburg.

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