9 parole russe intraducibili in italiano

Vi è mai capitato di conoscere il significato di una parola russa ma di non riuscire a trovare l’esatto traducente in italiano? È una sensazione strana, a metà tra la felicità di “sentire” il russo a tal punto da non aver bisogno di riportare le parole in italiano, e la frustrazione, perché com’è possibile che quella parola non esista?! Vi propongo una breve lista (credo siano infinite…) di parole intraducibili dal russo all’italiano.

1) Однолюб

Ho sempre pensato che i russi fossero estremamente romantici, che avessero una sensibilità particolare. Non mi sbagliavo: in russo esiste una parola per descrivere qualcuno che ama una sola persona per tutta la vita, da один- (“uno”) e любовь (“amore”).

2) Спутник (Sputnik)

A questa parola sono particolarmente affezionata perché mi ricorda una delle esperienze più belle della mia vita, ovvero i due mesi trascorsi a Mosca insieme alla mia “sputnitsa”, appunto. La parola sputnik viene associata al primo celebre satellite artificiale mandato in orbita dall’URSS; pochi sanno, però, che sputnik significa letteralmente “compagno di viaggio”, da s- (“con”) e put’ (“sentiero, cammino”), e che il suo significato è legato a colui che ci accompagna lungo il cammino.

3) Попутчик ( Poputchik)

Questa parola, che io trovo bellissima, è legata al viaggio. L’etimologia è quasi la stessa di sputnik, solo che cambia il prefisso: po– (“per un po'”) e put‘ (“sentiero, cammino”). Poputchik è quindi una persona con cui si condivide parte del viaggio, per esempio durante un lungo viaggio in treno. Tra poputchiki c’è subito una forte intesa, non ci si sceglie, ci si trova e basta, e si può essere completamente sinceri l’uno con l’altro. Probabilmente non rivedrai mai più il tuo poputchik, perché dovrà scendere alla prossima fermata… a meno che non diventiate veri amici!

4) Пошлость (Poshlost’)

Per poshlost’ si intende una particolare accezione di volgare. Il significato di questa parola è chiaro a ogni russo, tuttavia perfino il grande Nabokov ha ammesso di non essere riuscito a trovare un traducente adeguato per poshlost’. In una sola parola: volgarità, banalità, trivialità, sregolatezza e aridità spirituale. Gogol’ ne ha fatto un uso magistrale, inimitabile, in tutta la sua produzione di carattere realistico.

5) Тоска (Toska)

In italiano la parola “тоска” potrebbe essere tradotta, più o meno, con nostalgia. Per capire a fondo il significato di questa parola per me è stato necessario scoprire la Russia, innamorarmene, lasciarmi sopraffare dalla sua bellezza, tornare a casa e poi sentire quel fortissimo desiderio di ritornare. Questa è la sensazione più simile alla toska che io conosca e non saprei descriverla meglio, quindi lascio la parola a Nabokov: toska è una “sensazione di profonda ansia spirituale ed emotiva che non ha cause d’origine” e che “indica una sofferenza dell’anima, uno stato di vaga inquietudine, un senso di nostalgia o di struggimento amoroso”.

6) Надрыв (Nadryv)

Nadryv indica uno strappo emotivo, una lacerazione improvvisa e violenta che spinge una persona a rivelare i suoi sentimenti più intimi, le proprie percezioni (spesso distorte) del mondo. Una lacerazione improvvisa, sì, ma anche frutto di una profonda autoanalisi. Vi sono subito venuti in mente il sognatore de “Le notti bianche” e i suoi sproloqui con la dolce Nasten’ka? O ricordate che uno dei capitoli de “I fratelli Karamazov” s’intitola “Nadryvy”? Nadryv è infatti un concetto chiave nella produzione di Dostoevskij (chi altri?).

7) Почемучка (Pochemuchka)

Il sostantivo pochemuchka deriva da “почему” (pochemu – perché?) e indica una persona che fa molte domande. “Pochemuchka” è una parola che viene spesso usata affettuosamente dai genitori nei confronti di bambini particolarmente curiosi.

8) Зачем (Zachem)

Zachem è una parola che ormai uso spesso, e lo faccio automaticamente, senza pensarci, ma che, a dire la verità, all’inizio non mi piaceva granché. Avevo paura di usarla, la trovavo troppo diretta, quasi scortese. Cosa vuol dire? La si usa per chiedere “perché?”, ma letteralmente sarebbe “a quale scopo?”, da za- (per) e  chem (che/quale cosa). Non so voi, io sento una forte differenza tra почему e зачем!

9) Обломовизм (Oblomovizm)

Avete mai sentito la parola “oblomovismo”? Pochi sanno chi è Oblomov, protagonista del romanzo di Ivan Aleksandrovich Goncharov, “Oblomov” appunto, scritto nel 1859.
L’oblomovismo è un atteggiamento che tende all’apatia e all’indolenza. Nel romanzo di Goncharov, Oblomov è un personaggio che passa le sue giornate nella più totale indolenza fra letto e divano. Gli accadimenti del romanzo non riescono a smuoverlo, nemmeno l’amore, tanto che Oblomov rappresenta l’apatico e l’indolente per eccellenza in letteratura. L’oblomovismo esprime perfettamente la posizione etica e la concezione di “diritto all’ozio” della società borghese della Russia anteriore alle riforme del 1861.

 

La lista di parole intraducibili è davvero infinita, senza contare le sfumature di significato, la pronuncia, l’etimologia e mille altri fattori che rendono una parola unica e irripetibile in una lingua (soprattutto se si tratta del russo). Spero abbiate trovato la “mia” lista interessante e che anche voi possiate, prima o poi, sentire la тоска, immergervi in questa lingua meravigliosa e chissà…innamorarvene, se non l’avete già fatto!

 

Krizia Zappalà

Posted by Krizia Zappalà

Hello! I'm Krizia from Italy, I'll be interning at Liden & Denz in Saint Petersburg until the end of September. I hope you'll enjoy the blog and find useful informations about this wonderful city!

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