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Studiare Russo in Italia: dati ed esperienza personale

06 Febbraio, 2020

Il Russo è forse una delle lingue che gli italiani studiano più spesso all’università. Questa scelta è spesso dovuta alle possibilità lavorative che questa lingua offre. Per chi studia Russo in Italia non c’è nulla di strano nel frequentare dei corsi in classi affollate, dove stabilire un contatto diretto con l’insegnante è spesso difficile. Benchè sia innegabile che la maggior parte dei nostri professori sia altamente qualificata, le lezioni non ci danno spesso la possibilità di sviluppare abilità linguistiche basilari come il parlato. Prima di scrivere questo articolo ho deciso di confrontarmi con alcuni compagni di corso su questo argomento. Dopo averne discusso, ci siamo accorti di essere d’accordo su alcuni punti. La domanda alla base della nostra discussione è stata la seguente: è possibile parlare fluentemente questa lingua dopo tre anni (la durata di una laurea triennale in Italia) di università?

Perchè gli italiani studiano Russo?

Perchè così tante persone scelgono di studiare russo in Italia? Se osserviamo i dati, si tratta dell’ottava lingua più parlata al mondo, con circa 258 milioni di parlanti. Non solo la lingua russa è molto richiesta nell’ambito delle relazioni internazionali: la richiesta di persone con una buona conoscenza del russo in Italia è molto alta nel turismo. Nei primi undici mesi del 2017, la Penisola Italiana è stata visitata da 872 mila turisti provenienti dalla Russia. Anche l’industria culturale in Italia offre possibilità lavorative: varie esposizioni sono concepite dal lavoro congiunto tra fondazioni ed istituti culturali sia italiani che russi. Mi sono limitata ad accennare solo alcune ragioni, ma sembra evidente che studiare una lingua parlata in una nazione con così tante connessioni con il Bel Paese può essere una prospettiva interessante per chi ha appena finito la scuola e inizia a pensare al proprio futuro lavorativo. C’è anche chi impara questa lingua durante la scuola superiore. In svariati istituti professionali, dove gli studenti vengono istruiti per lavorare nel turismo, il russo è diventata una materia obbligatoria. In ogni caso, che si abbia appreso una lingua a scuola oppure no, studiare la stessa all’università può essere tutt’altro paio di maniche.

Come viene insegnata la lingua all’università?

In generale, si può dire che in Italia, in ambito universitario ci si concentra molto sulla teoria.  La parte empirica dello studio è ciò che forse manca di più nel nostro paese. Se si applica questo principio all’apprendimento delle lingue, esso si traduce in pochissime opportunità praticare attivamente la lingua.

Per quanto riguarda il russo, i fattori precedentemente discussi hanno generato un aumento dello studio di questa lingua all’università negli ultimi anni. Nel mio corso eravamo almeno in sessanta durante il primo anno, ma il numero di persone è andato a scemare con gli anni. E’ difficile praticare una lingua in una classe così numerosa. Credo che molti non si sentano a proprio agio a parlare in una lingua straniera davanti a così tante persone e che la paura di commettere errori inibisce ogni tentativo di parlare. E’ vero che la nostra università metteva a disposizione delle ore di corso extra dove poterci dedicare al parlato, ma la maggior parte di queste era dedicata a rispondere a domande inerenti all’esame. E giustamente, essendo uno dei pochi momenti in cui si era a più stretto contatto con l’insegnante. 

In generale, io ed i miei amici possiamo concordare su una cosa: siamo usciti dall’università con una solida base grammatiale, che ovviamente è necessaria se si impara una lingua per scopi lavorativi (e, diciamocelo, tendenzialmente scegliamo di studiare cose correlate a quello che si spera diventi, un giorno,il nostro lavoro). Cionostante, abbiamo avuto poche possibilità all’università di sviluppare la lingua parlata. Di questo non possiamo incolpare i nostri insegnanti, i quali dovevano essere molto qualificati per soddisfare gli elevati standard di molte università italiane. Direi piuttosto che il problema per noi è stato il modo in cui i corsi venivano concepiti e organizzati. 

Ok, ma quindi come si fa? 

I nostri insegnanti, consapevoli spesso di queste mancanze nella nostra università, ci spronavano a cercare vie alternative per praticare la lingua. “Ragazzi, dovete andare in Russia.”

Ed è quello che ho fatto io. Sono a San Pietroburgo da circa due settimane e sono molto soddisfatta di come i corsi vengono tenuti qui all’Istituto. La cosa che mi piace di più è proprio che ci lasciano parlare tantissimo e, secondo me, è una cosa fantastica. Dopo tre anni di università potrò sapere bene i casi e le loro declinazioni, potrò conoscere la differenza tra un verbo perfettivo e un imperfettivo, ma devo essere sincera con me stessa: io non so parlare Russo fluentemente.

In ogni caso, questo è uno dei motivi per cui sono venuta qui, no?

Incrocio le dita e, come si dice, chi vivrà vedrà.

 

 

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Posted by Stefania Di Meglio

Stefania Di Meglio is Italian. She holds a bachelor degree in Language, Civilisation and the Science of Language. She is currently interning at Liden & Denz in Saint Petersburg.

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